Talenti Emergenti

Firenze – Strozzina CCC

Premetto che ho visto questa expo subito dopo quella su Picasso, Mirò e Dalì [quindi con il senso di critica annebbiatissimo].

La brochure della mostra:

Brochure fronteBrochure retro

Cito dal sito della Strozzina: “Dopo il successo della prima edizione nel 2009, il Centro di Cultura Contemporanea Strozzina presenta la seconda edizione di Talenti Emergenti: progetto costituito da un premio e una mostra per offrire a giovani artisti italiani un’opportunità per promuovere il loro lavoro e per fornire a pubblico e critica la possibilità di monitorare il panorama artistico contemporaneo italiano. […] Gli artisti selezionati sono considerati tra i migliori nuovi talenti dello scenario artistico italiano, ma che ancora, sebbene il riconoscimento del proprio lavoro da gallerie e esperti del settore, non sono ancora pienamente conosciuti dal grande pubblico. I 16 artisti candidati al premio sono presentati nella mostra del CCC Strozzina Talenti Emergenti 2011 (19 febbraio-1 maggio 2011) attraverso una selezione delle loro opere, che costituisce l’occasione per il pubblico per conoscere nuove ricerche e tendenze dell’arte contemporanea italiana.”

Il sito dell’evento, con la lista degli artisti e una intro sul catalogo, lo trovate qui.

Partiamo da una stanza bianca separata, centralmente, da una colonna con seduta – elemento strutturale proprio della galleria -: ai lati si sviluppano due strisce di moquette, una verde e una grigia, dove probabilmente l’artista vuole che camminiamo.
Forse per avvertire la sensazione sotto i piedi, non ne ho idea.
Entrambe le strisce diventano due poster, due tappeti volanti.
Scivolando sotto l’archetto che comunica con un’altra sala approdiamo nel buio, vuoto, spazio che focalizza l’attenzione su una videoinstallazione riguardante demolizione – prima e dopo – di un edificio Bolognese, con voce narrante dell’autore.
Commento: molto politicizzato, visivamente suggestivo.

Si passa a una serie di fotografie manipolate riguardanti l storia di Alice Lakwena, in bianco e nero; nella stessa sala due cannoni, con sensore di movimento nascosto, determinano praticamente un infarto istantaneo mio e della mia accompagnatrice; suppongo che l’effetto sorpresa sia voluto ma non pensiate ad evocare il rumore di una deflagazione/spinta di una palla di leghe di ferro, bensì, lo start, dà il via ad un rumore gutturale, profondo, assordante e ripetitivo.

Altre installazioni mi sono passate un po’ in sordina, tranne quella di Rovaldi, “The Opening Day”: un androne isolato in cui viene proiettata a parete l’immagine di un lanciatore di baseball colto nel momento del lancio, che si contrappone all’altra parete dove la palla arriva a destinazione e distrugge alcune ceramiche.
Commento: speri sempre che non faccia centro.

Immagine

Interessante, altresì, il lavoro di soffocamento figurato con la plastilina, credo.

Ultima menzione: stanza vuota con fari colorati che si intrecciano sulla pavimentazione per puntare al centro del perimetro. Ci ho camminato dentro e ho visto qualcuno farlo a sua volta, come partecipare ad un quadro vivente composto di ambienti e forme dinamiche che interagiscono e si scambiano.

Disposizione opere: 7
Illuminazione: //
Tematica: Mista. Confusa e Perplessa.
Prezzo: //
Tempo: 1h

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