L’Italia s’è desta! Arte in Italia nel secondo dopoguerra

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Ravenna – Mar

Informazioni generiche sulla mostra direttamente dal sito del MAR, sono disponibili qui, ma a quanto pare la rete conserva anche un estratto sulla mostra girato da teleromagna.

Questo museo è un labirinto.
A livello strutturale e a livello di esposizioni, quindi ho deciso di fornire una descrizione breve a ciascun autore ma, data la fretta della persona che mi accompagnava, non sono riuscita a commentarli tutti.

Sirani – l’impatto cupo con il grigio-verde si spezza nei contorni aurei del bianco di titanio.
Morandi – nuances pastellate meno marroni del solito
De Pisis – tratti e linee nere da fumetto
De Chirico – un pignolo del cazzo
Campigli – quasi Ravennate, di un migliaio di anni fa
Savinio – graffitismo su post impressionismo ne “il Ritorno”
Commento: qui ci vorrebbe un accenno sul manifesto della nuova secessione artistica Italiana; in realtà non ho voglia di sproloquiare a proposito della necessità degli Artisti di incamerare i flussi Europei per srotolarli in un contesto così classico come l’Italia del dopoguerra, perciò andrò avanti.

Turcato – colori impensabili su quadri a tempera, come xilografie
Pizzinato – Braquiano
Viani – in “Torso” ci vedo del genio
Leoncillo – se non avessi visto la figura all’interno della composizione, la “centralinista” l’avrei sicuramente apprezzata di più
Perilli – Mirò+Mondrian+trapunte di colori senza troppa attrattiva
Balla – sa come presentarsi
Magnelli – “Harmonie” rimane impresso
Dorazio – “Torre” si esprime con un bellissimo segno

mar_miste

Attardi – Pennellate con enormi pennelli
Cagli – “Chimera” ti incanta
Guerrini – visibilmente incazzato
Moreni – stupisce per colore e dimensioni
Bertini – “W l’Arte”
Guidi – Rosso/Nero e Blu/Verde
Crippa – ti schiaffeggia in stile e dimensioni. Però alla fine è fatto di elementi ricorrenti.
Fontana – non delude mai
Peverelli – sento l’eco “Vespignani..vespignani..”
Echaurren – pulisce il pennello su paesaggi pastello
Baj – ingegnoso. Esotico, da rivedere, strani strumenti, strani segni
Colla – “Assedio, Svolgimento e Rilievo”
Burri – un figo. Materiali eccezionali
Ballocco – Verdemare
Spazzapan – pesantissimo
Bendini – essenziale quanto il sumi-e
Corsi – futurista?
Licini – l'”Olandese Volante” è un quadretto piccolo e blu, spaventosamente bello, mentre  “Osvaldo” è di orgoglio picassiano e grafico
Sottsass – un po’ hip hop, graffittaro
Veronesi – romantico e preciso
Munari – quasi da camera oscura, alla Mondrian
Bertin – “Eruzione” è un insieme di bordi, bordi più chiari e sottolineature su tutto.
Martini – evoluzione classicista? Anche No.
Sassu – un bistrot parigino a Milano con “Via Manzoni”
Afro – m e r a v i g l i o s o
Zigaina – potere evocativo di ricordi mai avuti
Cantatore – a mio avviso non hanno esposto uno dei più interessanti

afro

 

Disposizione opere: 5, ambienti enormi, troppe tutte insieme, da far girare la testa
Illuminazione: 5
Tematica: 9
Prezzo: 4€
Tempo: 1giorno non sarebbe bastato. Non c’era davvero modo, altrimenti di godersi questo pout-purri di talenti

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