Territori Instabili

Firenze, Strozzina CCC

territori_instabili_ita

Locandina virtuale direttamente dal sito della strozzina, qui.

Evidentemente il lavoro della Nori mi è avverso per natura benché tenti di porre il focus su argomenti potenzialmente esplosivi. Ed è ovvio, io adoro le polemiche, adoro vederle innescare dagli altri e sempre dagli altri guardarle mentre vengono condotte ai confini dell’impossibile.

Ma la Nori mi mette in piedi esposizioni noiose, scontate, caute quasi, che si muovono sul filo dell’intellettual-chic e mai scadono del tremendo, nel volgare, nel forte, nella polemica insomma.

Come ci si aspetta da una mostra che estende i suoi confini a tutto il mondo, è un pullulare di performer e PHotography [con la F è meno d’impatto] d’oltreoceano ma la presenza di un italiano, in particolare, mi colpisce: e mi colpisce perché raramente trovo che i connazionali possano sfornare qualcosa di efficace e di metaforico allo stesso tempo.
Paolo Cirio, classe ’79, si muove tra furti d’identità, società estere, paradisi fiscali e hacking. Mi piace.
Mi piace un Casino.
Cito:

Loophole for All (Scappatoia per tutti) denuncia quei meccanismi che permettono a grandi aziende internazionali di creare una propria sede in paradisi fiscali in cui accertamenti fiscali risultano difficili. In nome della globalizzazione dei mercati, queste aziende escono dalle regole dei propri paesi di origine acquistando una sorta di a-paolo-cirio-05territorialità. Cirio svela questi meccanismi proponendo un provocatorio atto di disubbidienza civile: rendere l’evasione fiscale sulle isole Cayman accessibile a chiunque

E boom, ci prospetta una parete piena di nomi di società con sede alle Cayman che, mi direte, “a che serve?”.
Serve a farci vedere fisicamente una piccola fetta di quel “territorio instabile” che si sviluppa tra le maglie della democrazia per merito del Capitale: questa grande polemica è mirata a ridurre e democratizzare i privilegi del mercato off-shore, risaputamente covo di fiorenti commerci irrintracciabili dalle autorità.

Mi piace questo genere di lavoro perché va a scavare nei terreni dei grandi padroni per poter fiutare il vero nocciolo delle “questioni di potere”: l’informazione.
L’informazione è il vero potere.
Sapere o non far sapere, e Cirio l’ha capito.

Ma tornando all’albero maestro di questo post posso affermare che anche di questa expo mi è rimasto ben poco: sono rimasta seduta qualche minuto nella prima sala ad esaminare con pazienza il lavoro di Sigalit Landau, scivolando preoccupata per le altre sale in attesa di un’illuminazione.
A parte qualche sporadica immagine che riprende politicamente il discorso, non ho trovato davvero niente di che; problema comune anche a molti PHotography moderni che non hanno compreso il concetto di “interessante”, scevro della bravura della stessa macchina fotografica: non basta avere un buon mezzo per realizzare scatti immortali. Anzi. Qua si scende nel banale. Manca il bambino con la pancia gonfia perché non mangia da mesi e sta per morire di inedia.
Sono stanca di queste banalità, mi aspetto sempre che qualcuno salti fuori con un occhio più critico, più cinico, più vero sul Mondo e invece ci ripropongono sempre la stessa minestra da studenti di Yale con un paio di espadrillas ai piedi, convinti di sapere come va il mondo mentre non sanno nemmeno da che parte vanno i loro piedi.

Disposizione opere: 7
Illuminazione: 7
Tematica: 6
Prezzo: €5
Tempo: 1h

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...