Boldini, lo spettacolo della modernità

Forlì, Museo di San Domenico

Boldini, lo spettacolo della modernità

Dopo circa un anno di astinenza da Mostre e spettacoli d’ingegno umano, ho detto BASTA! al lavoro ininterrotto per caricare me e Valentina in auto, mettere la prima, e dirigerci verso Forlì.
Sì, Forlì.. avremmo potuto sterzare e tuffarci direttamente nella fresca ineluttabilità del mare estivo di Gabicce [ci siamo trasferite a Gradara il 27 Settembre 2014], ma ci siamo fatte piuttosto allettare da quella voce lontana, quel complesso monumentale di San Domenico, quelle strade della pianura forlivese che gridavano “Boldini v’attende, ultimi giorni poi si levan le tende!”.

Ore 11:30, arriviamo alla Mostra e con nostra somma gioia notiamo un bel conglomerato attivo di cittadinanza: poco più in là si scorge anche un recital, credo legato alla festa di Radio 3.

Tralasciando i commenti sulla splendida giornata, lo splendido via vai di gente che fa sempre bene al cuore, la splendida location restaurata e ben sponsorizzata dalla città, direi di parlare del diretto interessato e di tutto ciò che vi ruota attorno.

Boldini, eroe dei miei sogni di studentessa di scuola d’arte, emblema di quelle pennellate corsive e leziose che, senza badare troppo ai dettagli più inutili, si districavano in un mare di taffetà e capelli rigogliosi, tra le volute broccate dei vestiti delle madamigelle della Belle Epoque ed i baffi puntuti dei grandi Artisti che frequentavano i bistrò.
In questa mostra è stato raccolto tutto ciò che mi sarei aspettava da una mostra di grande entità, ma che non mi sarei mai aspettava – invece – da una mostra nella laboriosa Forlì: ottime le luci, bellissimo il percorso con picchi di cultura Parigina e cartoline dell’epoca, contributi multimediali tutt’altro che noiosi, grande raccolta multi-tecnica di Boldini e dei suoi amici del tempo: acquerelli, disegni, punta secca, carboncini, olii, matite. Persino le caricature dell’amico SEM, il compiacimento dei suoi autoritratti, l’intreccio cronologico/spaziale con i macchiaioli fiorentini e la decisione conseguente di rimanere nella febbricitante Parigi..

Tutta la nuova scuola è nata da lui perché ha semplificato per primo linee e piani e quando i tempi avranno situato i valori al giusto posto, sarà considerato il più grande pittore del secolo scorso [G. Stein]

Vivido come in una fotografia

Insomma, un quadro – literally – pieno di merletti accennati e veloci, colori tenui che esplodono in rossi e blu d’eccezione, proprio come Boldini: un uomo che non si curava di definire con fiamminga dovizia le dita dei piedi di una prostituta, ma piuttosto si dipingeva con un bicchiere in mano al Moulin, accanto ad una entreneuse, taglio fotografico, tutti dentro alla scena. Sento già il pianoforte e le risate assordanti.

Aggiungiamo una scenografia perfetta: location azzeccata con sale raccolte dall’illuminazione perfetta, audioguida gratuita per i tanti turisti in visita, percorsi tappezzati di stampe sulla Parigi di inizio novecento, musiche originali e teche dai cimeli interessanti; nozioni su artisti contemporanei al Boldini e loro parallelismi con il suddetto, senza annoiare.
Tappa finale: bookshop stracolmo di ogni genere di pubblicazione.
Neanche a dirlo, abbiamo comprato il catalogo della mostra per 29€ in offerta, anziché 34€. Meritatissimi.

Disposizione opere: 9
Illuminazione: 10
Tematica: 10
Prezzo: €11
Tempo: 1,30 h

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...