Da cosa nasce cosa

Munari_cosa_nasce_cosa

Editori Laterza mi ha piacevolmente stupita con questa serie di libri firmati Munari, dalla linearità estetica e l’ampio respiro grafico tra bozzetti e parole.

Inutile dire che ho sempre amato la forza del pensiero del Gran Maestro del Design italiano, ma quivi raccoglie tutte quelle dritte specifiche sulla progettualità immancabili per un futuro designer; e, perché no, utili a chiunque viva la quotidianità con un minimo di spinta creativa, quella capacità mentale dinamica che serve per risolvere dai più piccoli problemi di casa, ai più grandi quesiti industriali.

Il metodo progettuale

Munari apre il tutto con un’analisi semplice del processo progettuale: non fateci caso, io prendo sempre appunti sui libri. Tuttavia, in questa serie, c’è tanto spazio per tutto, soprattutto per le riflessioni.
Il metodo di Munari, e universalmente quello di ogni Designer che faccia efficacemente il proprio lavoro, è applicare a ogni campo della vita poiché analizza in maniera semplice e consequenziale tutti i piccoli problemi che compongono i grandi quesiti.
Per essere sicuro di venir compreso dai più, il Maestro, si cimenta poi in una serie di esempi pratici da lui risolti o da altri designer [alcuni anonimi] della storia dell’umanità: in questo caso, per un approfondimento sugli oggetti di design di uso comune, suggerisco di cercare il libro “ The Design book“, edito  da L’Ippocampo.

La parte più interessante è, per me, quella dedicata ai bambini ed al loro sviluppo tramite il gioco: in questo libro è stato illustrato il metodo progettuale con il quale Munari ha raggiunto la creazione dei Prelibri [li trovate presso Corraini editore, a Milano], oltre ai suggerimenti per altri giochi educativi ed innovativi.

Sappiamo tutti che quello che un bambino memorizza nella tenera età, gli resterà poi per tutta la vita; è così che possiamo aiutare a formare individui creativi e non ripetitivi, individui con una mente elastica e pronta a risolvere ogni problema che l’individuo può incontrare nella vita.

Il progettista dovrebbe essere in grado di comprendere certi meccanismi umani basandosi sulla ricerca e sullo studio costante; per comprendere meglio, quindi, lo sviluppo del bambino, dovrebbe ad esempio rifarsi agli studi di Piaget sullo sviluppo cognitivo.
Questa apertura mentale, questa cultura a 360° che il designer deve necessariamente costruirsi con l’incessante curiosità di cui deve essere dotato, si aggancia ad una moltitudine di altre scienze: ergonomia, bionica, prossemica ecc ecc

La spinta comune che ogni designer deve possedere è la necessità di trovare una risposta ad un problema e per farlo deve agire secondo metodo. Il metodo può, con il suo rigore, trovare soluzione a tutti i problemi senza sacrificare la creatività che è, anzi, il veicolo con il quale il metodo si applica; ed è la semplicità a definire l’efficacia del progetto e la sua riuscita piena: risolvere il problema eliminando ciò che non serve alla realizzazione è Progresso, poiché è Progresso quando si semplifica, non quando si complica. 

Dove acquistarlo
Editore Laterza
Acquistato in libreria per €14

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