FuturismoPisa

L’avanguardia al Palazzo Blu

Dall’11 ottobre 2019 al 9 febbraio 2020, Palazzo Blu a Pisa ospita Futurismo, una mostra interamente dedicata al futurismo come protagonista di un periodo fondamentale nella storia italiana, sia dal punto di vista artistico che sociale e politico.

Accompagnata da Chiara, che si diverte sempre tantissimo nel raffrontare le parole delle audio guide alle mie lamentele su questa o quell’altra opera, ci siamo spogliate del freddo inverno lasciandolo fuori dalle porte del Palazzo Blu, facendoci consolare e riscaldare a suon di Zang Tumb Tumb.

Facciamo una blandissima premessa: il Futurismo è forse uno dei movimenti più coinvolgenti del ‘900 nonché uno dei primissimi d’avanguardia, lanciato a missile verso il futuro (per l’appunto), amante del progresso, dell’Industria, dell’Innovazione Tecnologica e della rottamazione del vecchio e del classico. Come movimento letterario, pittorico, culturale, ha coinvolto un notevole numero di artisti impegnati anche sul fronte politico e sociale perché consapevoli della complessità del particolare periodo storico che stavano vivendo.

Il manifesto della Mostra

I futuristi probabilmente soffrivano di una gravissima allergia alle regole dell’estetica classica e questo li portò a connettersi tra loro, a creare una rete in totale venerazione della meccanica, della simultaneità e dei dinamismo, coltivando l’aeropittura e nuovi modi di concepire la scultura nell’atto del movimento.

Ad oggi ci sono un gran numero di fonti dalle quali reperire notizie su questo argomento, prima fra tutte wikipedia che ci ricorda passo passo le dichiarazioni del manifesto di Marinetti pubblicato nel 1909 (lo trovate qui).

Come citato in moltissime testate devo anche io accodarmi e segnalare che la quantità di opere ospitate è stata davvero notevole, oltre ad aver costruito un percorso organico, multidisciplinare, colmo di strategie collaterali tra bozzetti e progetti (specialmente quelli di De Pero) e video, tantissimi video!

Tornando alla nostra esperienza ci tengo a riportarvi un passo di quanto scritto direttamente sul sito della Mostra:

La mostra, prendendo spunto dai più incisivi manifesti teorici sulle arti visive, ha ricostruito l’universo creativo dei maggiori protagonisti lungo tre decenni.

Dagli esordi in seno al divisionismo dei cinque padri fondatori, Umberto BoccioniCarlo CarràLuigi RussoloGino Severini e Giacomo Balla, la rassegna si è snodata, nelle sale successive, sotto il segno del dinamismo, della velocità, e della simultaneità.

Qui invece è possibile trovare una galleria sulle sale ben allestite di questo percorso.

Un articolo che ha descritto perfettamente l’ambiente e la sua pienezza è stato stilato con certosina maestria da Giuliana D’Urso e lo trovate qui.

E se non ne aveste abbastanza potete anche dare un’occhiata a quanto scritto da Finestre sull’Arte qui.

Io posso confermare solo ogni parola già scritta e aggiungere la mia opinione personale sul pochi semplici fatti:

  • I futuristi avevano fame di futuro perché il passato era ormai sfiorito e per poter sopravvivere c’era un bisogno quasi morboso di nuovi sogni di gloria e fasti da impero rinnovato
  • I futuristi erano personaggi diversi tra loro ma tutti con quella stessa voglia di fare e di coinvolgere le persone intorno a loro, come se percepissero una sorta di torpore negli altri e come se fosse loro compito risvegliarli
  • In questa fase artistica sono emersi nuovi, clamorosi e rumorosi stili e concetti interpretativi della realtà. La simultaneità è forse il concetto più complesso e contemporaneo di tutti che trova la sua espressione massima in Boccioni; qualcuno ha descritto la simultaneità così: “era presentata come compenetrazione dinamica di spazi e oggetti interferenti tra loro  nella percezione dell’osservatore”
  • Il futurismo è Italiano. Riguarda e coinvolge tutti noi da lontano per ripercuotersi nel nostro contemporaneo, lo studiamo in storia e storia dell’arte, ma è attuale e tutt’ora vivente: lo troviamo nell’architettura, nelle fabbriche, nella ricerca spasmodica di velocità e di efficienza
  • Questo percorso, nel dettaglio, è stata la vera full immersion tanto promessa subito prima di un’altra mostra sconcertante: DeChirico e la Metafisica (edit postumo). Sono particolarmente sorpresa ed orgogliosa di come Pisa riesca a incentrare in questo scenario opere tanto importanti quanto mostre per nulla scontate

Dove: Palazzo BLU | Lungarno Gambacorti 9 – Pisa
Quando: 11 Ottobre 2019 – 9 Febbraio 2020

Orari: Lunedì-Venerdì 10.00 – 19.00 | Sabato-Domenica e festivi 10.00 – 20.00
Disposizione opere: 10
Illuminazione: 8 / Alcuni vetri su determinati pezzi sono stati davvero penalizzanti
Tematica: 10
Prezzo: Intero € 12 / Ridotto € 10 *** nel biglietto è inclusa l’audioguida
Tempo: 3h abbondanti

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